Charlotte Casiraghi scrive, riflette, legge. Eppure, anche per lei, trasmettere la passione per i libri ai suoi figli non è affatto semplice. In un’intervista rilasciata a Version Femina il 9 febbraio, in occasione dell’uscita del suo primo saggio La Fêlure (pubblicato il 29 gennaio da Julliard), la figlia della principessa Caroline di Monaco si è raccontata con una sincerità sorprendente, aprendo uno scorcio intimo sulla sua vita di madre.

Il libro offre un ritratto discreto e sensibile di Charlotte, tra femminilità, quotidianità e l’importanza dei legami familiari. Al centro della sua vita ci sono i due figli, Raphaël, avuto da Gad Elmaleh, e Balthazar, nato dalla relazione con Dimitri Rassam. Due ragazzi che ama profondamente, ma con i quali affronta una sfida comune a molti genitori: far nascere e crescere l’amore per la lettura.

Per Charlotte, leggere è più di un’abitudine: è un rifugio, una bussola. Ma questo legame naturale con i libri non sempre si trasmette automaticamente ai suoi figli. Lo ammette senza filtri: per loro la lettura non è spontanea. Così, con delicatezza, continua a leggergli storie sin dalla loro infanzia, non come una lezione, ma come un rituale affettivo, un momento prezioso condiviso.
Charlotte descrive questi momenti come vere e proprie costruzioni emotive: leggere insieme non significa solo girare pagine, ma ritrovarsi, calmarsi, comunicare in un altro modo. Per lei, i libri devono diventare un luogo sicuro anche per Raphaël e Balthazar. La sua casa ne è piena: scaffali colmi di volumi che fanno parte del decor e della vita stessa.

Tuttavia, anche in un ambiente circondato dai libri, i ragazzi non si buttano automaticamente sui romanzi. Charlotte lo racconta con realismo: se non hanno voglia di leggere, almeno crescono in un contesto in cui i libri sono presenti, li vedono e li toccano, e questo “infuse” qualcosa in loro, anche se nulla è garantito. Come lei stessa dice: “Si infonde, ma niente è acquisito.”

Questa frase racchiude tutto il senso della trasmissione culturale: anche con la miglior volontà, non si può forzare la passione. Charlotte riconosce inoltre che l’adolescenza può cambiare le cose, persino per chi leggeva già con interesse. Non è questione di desiderio o impegno: è l’attenzione che cambia, si disperde, e richiede uno sforzo quotidiano per essere riportata. Un “combattimento quotidiano” che molti genitori conoscono bene.
La passione di Charlotte per la lettura è radicata nella sua infanzia. Crescere circondata dai libri è stata una vera fortuna, parte di un’eredità familiare che include antenati legati al mondo della letteratura. Per lei, i libri non sono un capriccio: rappresentano cultura, memoria e un modo di vivere.

Questo bisogno la accompagna ovunque. Porta con sé volumi anche quando sa di non avere tempo di leggerli: la loro presenza la rassicura, come un compagno silenzioso pronto a riceverla nei momenti liberi. Per Charlotte, leggere è quasi un’esperienza fisica: “Leggere è intraprendere un viaggio immobile.”
Vorrebbe che un giorno Raphaël e Balthazar sentissero lo stesso richiamo, ma ha compreso che si può solo trasmettere un contesto, un’atmosfera, un amore per i libri, senza poter mai imporre il “clic” che accende la passione. Ed è proprio questa consapevolezza che rende la sua confessione così autentica e toccante.
